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Posts Tagged ‘Brown & the Leaves’

Un pannello della mostra "Alla gentilezza di chi la raccoglie"

Così il giornalista Toni Capuozzo ha definito la mostra – inaugurata oggi a Tolmezzo – di disegni e lettere di Giulio Cargnelutti, internato a Buchenwald, girate in musica dal nipote cantautore Mattia del Moro

“A volte queste piccole storie danno la misura dell’orrore più di quanto faccia la visione di corpi scheletrici”, parola di Toni Capuozzo, l’inviato di punta del TG5, presente a Tolmezzo per l’inaugurazione di “Alla gentilezza di chi la raccoglie”, la mostra allestita presso l’IPSIA “Albino Candoni”, che espone il taccuino di disegni e le lettere scritte da Giulio Carngnelutti (lo scultore scomparso nel 2007, nonché ex professore del medesimo istituto) quando fu internato nel campo di concentramento di Buchenwald. (altro…)

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Particolari del taccuino di prigionia a Buchenwald di Giulio Cargnelutti

Una mostra a Tolmezzo, per il giorno della memoria, legata all’esperienza di prigionia di Giulio Cargnelutti a Buchenwald. Le musiche del nipote sulle parole di una lettera che spedì alla moglie

Il giorno della memoria, 27 gennaio 2010, sarà inaugurata a Tolmezzo un’inedita mostra itinerante composta da: le lettere scritte nel campo di sterminio di Buchenwald da un giovane ufficiale tolmezzino lì internato nel 1944/45, Giulio Cargnelutti, indirizzate alla moglie Eugenia. Il suo taccuino di disegni, composto dai ritratti di compagni di prigionia. La musica realizzata oggi da Mattia Del Moro, nipote di Giulio ed Eugenia, sul testo di una di quelle missive spedite da Buchenwald. (altro…)

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L'immagine di copertina del CD "Landscapes"

L'immagine di copertina del CD "Landscapes"

Impressioni d’ascolto del primo cd di Brown and the Leaves (Mattia Del Moro)

L’incontro col primo lavoro ufficiale in cd di Brown and the Leaves, alias Mattia Del Moro, sembra uscire dalla scena di un film. Siamo in macchina, attraversando non ricordo più quale ora della notte, di ritorno da non so più che meta. Nell’abitacolo il classico odore quasi stantio di birra e fumo… e le voci di noi quattro, in maniera presuntuosa moschettieri del gusto e del buon vivere. Le parole degli occupanti che salgono l’una sull’altra… ed ecco che tiro fuori il cd e lo inserisco nel lettore, sostituendo una mia compilation che sta offrendo uno stanco riff rock anni Settanta. (altro…)

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Anche i gruppi carnici The Charlestones, Vanilla Resident e Morpheus/Mattia del Moro hanno fatto rivivere con successo i brani di Ferigo nella prima delle due manifestazioni dedicate all’indimenticato intellettuale carnic

 

Intanto ho già di colpo sessant'anni. La locandina del concerto in onore di Giorgio Ferigo, che avrebbe compiuto 60 anni l'8 agosto

Intanto ho già di colpo sessant'anni. La locandina del concerto in onore di Giorgio Ferigo, che avrebbe compiuto 60 anni l'8 agosto

 

VILLACACCIA DI LESTIZZA – Trapianto riuscito. Senza rigetti. Ed era mica facile. Ma valeva la pena rischiare e rischiararsi la voce con le canzoni di Giorgio Ferigo, interpretate da gruppi anche lontanissimi dal suo modo di fare musica. “… e intant i ai dibot 60 agns” si chiama l’iniziativa composta da due appuntamenti, quello tenuto domenica 9 agosto ai Colonos di Villacaccia e quello programmato a Comeglians il 20 agosto. Ne uscirà un doppio cd con le registrazioni delle canzoni che, da quanto sentito ai Colonos, meriterà l’ascolto. Attesi e per qualche istante anche tesi, i gruppi provenienti dalla Carnia, la terra di Ferigo, che proprio l’8 agosto avrebbe compiuto 60 anni. Abbiamo approfondito con loro il senso di ritrovarsi a suonare e cantare parole e musiche del più significativo cantore della malinconica allegria, distillata dai canali della Carnia.

Intanto, mentre il tramonto elencava in controluce il volo delle zanzare sul palco a Villacaccia, l’ideatore della manifestazione, Claudio ‘Pronti’ Pellizzari era probabilmente alle prese con Annibale, vacca dal muggito elefantesco ai 1470 metri di Malga Lavareit in comune di Paluzza, dove lavora e da dove scenderà per assistere al concerto del 20 agosto (a proposito, ricordiamo le parole di Ferigo sulle malghe: “Applicare le stesse regole di un bar di via Condotti a Roma a una malga a 2000 metri di altezza, è una delle più grandi scemenze che si possono fare, eppure sono state fatte”).

Al sodo: se gli Arbe Garbe hanno prevedibilmente tarantolato il pubblico, con il ritmo travolgente del loro folk rock esplosivo e balcanizzante, ma profondamente friulano, anche i musicisti venuti dalla Carnia hanno saputo lasciare il segno.

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