
Uno dei tratti interessati dal progetto di elettrodotto aereo Wurmlach-Somplago, i cui tralicci si scorgono appena sulla destra, in un fotoinserimento contestato dagli ambientalisti perché troppo blando e tendente a sminuirne l'impatto visivo
L’accusa del comitato contro il tracciato aereo Wurmlach-Somplago mentre Burgo si appresta a entrare nel progetto di Alpe Adria energia: un intreccio di interessi che coinvolge Ferriere Nord, Fantoni ed Edipower; infine la stoccata al governatore della regione: “Gioca con i suoi cittadini pensando di essere ai tempi di Craxi”
La rinuncia della Burgo al progetto di un proprio elettrodotto, (le indiscrezioni dopo l’incontro di oggi vogliono il gruppo cartario prossimo a entrare nella cordata di imprese riunitesi in Alpe Adria energia) secondo il comitato “Carnia in movimento” ha dato la schiusa agli accordi tra i gruppi industriali che girano attorno al tema dell’energia. Regista: Renzo Tondo, che ieri aveva chiesto ad Alpe Adria Energia di invitare la Burgo all’interno del proprio progetto. Per il comitato, a Edipower farebbe comodo l’elettrodotto per prendere energia da usare per il pompaggio dell’acqua in salita verso il lago di Cavazzo, Alpe Adria potrebbe ora avere più forza con l’ingresso della Burgo e i cittadini resterebbero semplicemente scavalcati da queste mosse. Ecco il comunicato stampa di Carnia in movimento:
Abbiamo appreso con sgomento, ma non con sorpresa, la notizia che le Cartiere Burgo hanno ritirato il progetto di linea interrata con l’Austria.
Sarà felice il presidente Tondo. Grazie alla sua mediazione che, vedi bene, non avviene come sarebbe normale attendersi tra le varie parti sociali – nella fattispecie la grande industria da una parte e i cittadini e l’ambiente in cui vivono dall’altra – ma interessa due grandi gruppi industriali Pittini-Fantoni e le Cartiere Burgo, i due contendenti si sono messi d’accordo. Un miracolo. Ma solo i santi fanno i miracoli. Oppure i soldi, tanti soldi.
Non si fanno più cene pubbliche tra politici ed industriali (pagate dai cittadini) come a Villa Manin ai tempi di Illy, ma le dinamiche di industria=soldi=politica, vengono confermate.
E’ sfuggito ai più che con la torta – la Carnia – che vanno a spartirsi gli industriali già noti, fa festa anche la Edipower. Questa ha presentato un folle progetto per aggiungere due enormi turbine reversibili alla sua – sua perché proprio il presidente Tondo e il gruppo di industriali friulani ora paladini del megaelettrodotto Somplago – Austria non l’hanno voluta comprare quando era in vendita – centrale idroelettrica di Somplago.
Di notte acquista l’energia dalle centrali atomiche dell’Est Europa e pompa l’acqua dal lago di Cavazzo, trasformato in una vasca putrescente di carico e scarico (con dislivelli di 2,5 mt), a quello di Verzegnis (con dislivello in 24 ore di 20 metri). Di giorno viceversa.
Che delusione per quei romantici che hanno sempre visto il lago dei Tre Comuni come un meraviglioso luogo di svago per adulti e bambini. Poveri pazzi, il “progresso” chiede ben altro. Invece i pazzi sono loro, dato che per far salire l’acqua si consuma 1,4 volte l’energia che si ricava. Ma poiché di notte costa la metà, il guadagno è assicurato.
A far due conti: di fronte ad una spesa di 90 milioni di euro il guadagno di Edipower in 10 anni sarà di 450 milioni. Non male, vero? Però come porteranno a Somplago l’energia dall’Est Europa? Ma dall’anello austriaco, ovviamente. E come colleghiamo l’Austria a Somplago?. Ed ecco che il cerchio si chiude. Che bello tutti felici, loro 4.
Meno 1 milione di noi che viviamo e sudiamo casa nostra ogni giorno e vorremo consegnarla ai nostri figli per goderne anche loro come hanno fatto le generazioni che ci hanno preceduto.
Invece no. In cambio promesse: Posti di lavoro? Nessuno. Compensazioni? Irrisorie. Danno al territorio: enorme, diffuso, irreversibile.
Il presidente Tondo gioca con i suoi cittadini pensando di essere ai tempi di Craxi. Si sbaglia. Se i risultati delle ultime elezioni non gli paiono abbastanza chiari (40 % di non votanti), gli consiglio di andare a fare un giretto nei comuni della sua provincia e chiedere visione dei moduli che abbiamo distribuito ovunque per firmare contro la privatizzazione dell’acqua. Vada a vedere cosa ne pensa la gente delle loro scelte. Un plebiscito non solo contro l’acqua “privata”, ma contro la politica “sorda” e svincolata dal quotidiano.
Se a Trieste pensano che “Roma locuti, causa finita est” (La capitale ha parlato, la questione è chiusa) e che alla fine digeriremo comunque l’imposizione di un elettrodotto aereo, si sbagliano alla grande.
Ormai è una questione di orgoglio e di dignità. Insistere sulla strada dell’imposizione, oltre ad essere impopolare, produrrà frutti destabilizzanti per tutta la Comunità che ne ha le scatole piene di questa politica a servizio di se stessa.
Noi ci siamo già espressi, forti di un appoggio popolare senza precedenti per la Carnia. Non si torna indietro e quindi rimeditate le vostre decisione tenendo conto che “democrazia” non è solo una parola ad uso di spot elettorale, ma è un concetto consolidato. Tra i popoli civili, beninteso.