Come anticipato, l’azienda ha ufficializzato la propria posizione al presidente della Giunta regionale, che sul progetto rimasto in piedi per la linea Wurmlach-Somplago ha detto: “è strategico e di rilevante interesse regionale e pubblico”.
L’aveva annunciato ufficiosamente l’ex direttore Mauro Saro durante lo scorso Consiglio comunale, ora la conferma ufficiale, nel corso di un incontro convocato dal presidente della Giunta regionale Renzo Tondo: la Burgo ha ritirato il proprio progetto di elettrodotto. Adesso resta sul campo solo quello di Alpe Adria Energia (per conto delle industrie Pittini e Fantoni di Osoppo) ed è a questo che Tondo invita la Burgo ad aderire.
Lo ha fatto nel corso di un incontro tenutosi a Tolmezzo, alla presenza dei manager delle aziende in questione. La Burgo ha ribadito con una comunicazione ufficiale la rinuncia alla prosecuzione del suo progetto, riservandosi di valutare la possibilità di aderire a quello di Alpe Adria Energia. La società, su invito del presidente Tondo, ha infatti oggi formalmente richiesto alla Burgo l’adesione al proprio percorso progettuale.
“La Regione – ha rimarcato Tondo – considera strategico e di rilevante interesse regionale e pubblico il progetto di Alpe Adria Energia”.
Inizieranno ora una serie di incontri di confronto promossi dall’Amministrazione regionale – il primo dei quali è previsto per domani a Udine con gli assessori regionali all’Energia, Sandra Savino, all’Ambiente, Elio De Anna e alle infrastrutture, Riccardo Riccardi – che coinvolgeranno i sindaci, le comunità montane e i sindacati.

“la reigione considera strategico e di rilevante interesse pubblico……..”
SIAMO FREGATI!!!!!!!
SI FARA’ E SARA’ AEREO!!!!
GULP…
Ragazzi non disperiamo, si può sempre fare come il popolo della TAV. SARA DURA!!!
“Ultima ratio regum”: ciò scrisse Luigi XIV sui suoi cannoni. Da ciò si potrebbe trarre esempio e scrivere, sulle mine da attaccare ai tralicci: “Vox Populi: inascoltati, agimmo.”
Proteste, occupazioni, (sabotaggi), si dovrà arrivare a tanto, alla “Ultima ratio”? Beh, se necessario…
vorrei far notare a nonino e tommaso che primo il popolo della tav alle elezioni in piemonte hanno raccolto lo 0,5% e assieme a grillo hanno fatto perdere il centrosinistra. secondo:ma siamo sicuri che nel opinione pubblica il problema degli elettodotti,dell”acqua,della comunita montana,ecc.siano le priorità. terzo:è normale che nel nostro territorio prevalga sempre la cultura del no e fanno opinione quelle poche persone che rimpiono trasmissioni,giornali e che piu volte hanno dimostrato di non avere consenso. non mi riferisco a voi nonino e tommaso che siete sempre pacati nel esporre le vostre tesi.mi scuso se non scrivo bene.
Nessuna politica del no, si chiede solo che lo si faccia interrato, non vedo quale sia il problema….
Nella nostra cultura credo che non fiorirebbe la cultura del no se si facessero le cose per bene. Questo progetto non porta vantaggi ai cittadini, solo agli industriali.
Come ha scritto Francesco in altro articolo non ci saranno nuove assunzioni, si violenterà il paesaggio montano e i guadagni li otterrà principalmente l’ Edipower (centrale di Somplago).
Insomma, per quanto un elettrodotto possa essere utile, non fatto in questo modo. Tra l’ altro questa è un’ opera privata fatta passare all’ opinione pubblica come “grande opera pubblica”, tuttavia della “grande opera pubblica” non ha la trasparenza e le corrette valutazioni di impatto ambientale (e questo è emerso da un colloquio che ho avuto con un sostenitore del partito cui appartiene il presidente della regione, quindi non è fazioso).
Rispondendo a renzo:
1) alcune persone invece di fare accordi per l’occupazione di poltrone o per acquistare spazi di potere decidono di corre per le elezioni amministrative perché hanno sogni, idee, progetti e non li svendono per poche lire. Non contano percentuali e possibili coalizioni se queste cose non cambiano lo status quo, meglio una sana opposizione per un futuro migliore che cento maggioranze colluse, opportuniste, affariste. Utopia? Forse, ma io la mattina quando mi sveglio e mi guardo allo specchio sono: sereno, contento e non ho niente da nascondere.
2)opinione pubblica = maggioranza, è un binomio che non esiste se facciamo riferimento alla percentuale dei non votanti alle elezione, anche se poi questi ultimi, a parer mio, non esprimendo la loro opinione si schierano con chi ha più seguito e quindi amministra, al momento, la cosa pubblica. Io parlerei più di mancanza di solidarietà, e questo mi fa più paura, fra cittadini che vivono sullo stesso territorio. Se l’elettrodotto, l’aumento delle tariffe, le scelte delle istituzioni intaccano gli interessi privati di qualche mio compaesano ma non “il mio orto” allora va bene tutto, l’opinione pubblica non è favorevole ma se ne frega, fino a quando non si trova nelle stesse condizioni e allora piange lacrime di coccodrillo.
3)la cultura del no e quasi sempre stigmatizza dall’immagine di personaggi pronti a fare barricate ma che non hanno prospettive ne progetti. Non è così. Dietro a questi soggetti d’immagine c’è un popolo che mette al primo posto il benessere delle persone partendo da uno sviluppo economico e sociale del proprio territorio diverso, più attento perché di terra ne abbiamo una sola e madre natura, per i credenti Dio, non è disposta a darcene un’altra. E’ vero, quello che si propone è certamente più difficile, ma non impossibile, da raggiungere e richiede più responsabilità a tutti. Forse questo è lo scotto che dobbiamo pagare e che rende più difficile la nostra lotta, ma ritengo di dovere spendere la mia vita le mie risorse per questo e non dover dire, un domani hai miei figli, di non aver tentato di cambiare le sorti del nostro mondo malato.
Ultima cosa, non scusarti se scrivi male, per me l’apparenza non conta, spesso molto fumo niente arrosto. Mi interessa molto di più la sostanza e questa non si pesa con al grammatica o l’ortografia!
Se ho capito bene, ora sono tre i colossi che partecipano all’unico elettrodotto rimasto. Si può perciò a maggior ragione chiedere loro di metterci un pò di soldini e fare l’elettrodotto interrato. In fondo Burgo, se non ricordo male, era già disposto a farlo. Ora possono pure dividere le spese in tre per fare l’interrato!