Il rapporto tra giovani, slot machines e giochi d’azzardo in genere, al centro di un’interrogazione di Saro in Consiglio comunale a Tolmezzo
“Mi accorgo nella mie passeggiate da pensionato che diverse strutture (dove si può praticare il gioco d’azzardo), tabacchini e sale scommesse, sono frequentate anche da giovani: il fenomeno comincia a preoccuparmi”. A parlare è Mauro Saro (Nuova Tolmezzo), che ha introdotto così un’interrogazione in Consiglio comunale a Tolmezzo avente ad oggetto il rapporto tra giovani e gioco d’azzardo. Saro ha anche accennato al fatto che il regolamento comunale sulla somministrazione di alimenti e bevande assegna 2 punti a chi installa macchinette di questo tipo. Nella risposta, il vicesindaco Cristiana Gallizia ha riportato l’esito di un incontro tenuto con la dirigenza dell’Azienda sanitaria che ha evidenziato come la struttura non sia “attrezzata” per incontri atti a “svezzare” le persone dedite all’azzardo e che il fenomeno e le strutture a ciò deposte si trovano nel goriziano, dove si è più vicini ai casinò (il che lascia dedurre che sarebbe l’occasione a fare l’uomo scommettitore ndr). Ha poi rammentato che riguardo alle cosiddette “macchinette”, “Noi non possiamo negare le autorizzazioni: le rilascia la questura”. Quindi ha riferito di un incontro con il comandante della Polizia municipale secondo il quale, a seguito dei controlli effettuati non risulterebbe una casistica degna di nota di minorenni implicati. “Noi null’altro possiamo fare, se non intensificare il controllo di polizia”, ha concluso Gallizia, che ha quindi invitato la Consulta giovanile di mettersi in contatto con l’Azienda sanitaria.
L’interrogazione si Saro aveva posto l’attenzione sul fenomeno, con particolare riferimento ai giovani, partendo dalla considerazione che “in provincia di Udine l’aumento delle “giocate” è stato più del 30% fra il 2008 e il 2009 raggiungendo cifre dell’ordine di centinaia di migliaia di euro”. Da qui la richiesta al sindaco “su quali iniziative abbia intrapreso o voglia intraprendere per evitare che il fenomeno sopradescritto crei situazioni di degrado sociale, anche gravi, e non ne continui la diffusione, in particolare fra i giovani”. Questo perché, si è chiesto, “tali strutture sono frequentate anche da molti giovani” e che, “in questo periodo di crisi tali forme d’uso delle risorse economiche è aumentato notevolmente (notizie riportate dalla stampa aventi fonte ISTAT – SISAL)”. Si innesta qui la considerazione che “tali forme di ipotesi di un miglioramento della propria situazione economica non fanno altro che, fare la fortuna di qualcuno, ma mettendo in difficoltà la stragrande maggioranza degli altri”.
Tra le premesse della richiesta di porre freno alla pratica di gioco d’azzardo, due considerazioni: “come recita la Costituzione Italiana all’art. 1 l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” e “le finalità statutarie della Città di Tolmezzo recitano: “Il fine è di creare una vera comunità di uomini e donne, legati da vincoli di solidarietà e fratellanza, che tuteli e salvaguardi i diritti di cittadinanza, favorendo le pari opportunità fra i sessi e fra tutti i suoi appartenenti, tutelando in particolare i soggetti più deboli ed emarginati”.

Le Questure che rilasciano le licenze per i giochi????
Assessoreeeeee!!!!! le comunicazioni per gli apparecchi da intrattenimento vanno inoltrate al Comune.
ma per piacereeeee????