Perché il bocciodromo di Tolmezzo è senza gestore? Le risse all’interno dell’impianto, con schiaffi, vandalismi sulle auto e altro, sono alla base della (non) decisione del sindaco, che commenta: “Si stava trasformando in un ring”
Il gioco delle bocce almeno a Tolmezzo non pacifica, nemmeno rilassa, ma instilla odio, furore e fa prudere le mani. D’accordo: questa appare una lettura un po’ forzata, ma sulla vicenda della mancata indizione di un bando per la gestione del bocciodromo comunale è stato lo stesso sindaco, Dario Zearo, a individuarne le cause nella litigiosità tra gli appartenenti alle due società che frequentavano l’impianto, Val But e Carnia Bocce.
A chiedere conto della chiusura è stata un’interrogazione proposta dal consigliere di minoranza Stefano Nonino, che ha ripercorso in breve le tappe che hanno portato all’attuale stallo. L’esponente comunista si è poi chiesto perché di questa situazione debbano farne le spese i cittadini, non affiliati a società, che vogliano giocare a bocce.
Il sindaco Zearo, ha spiegato la delibera del giugno 2009, che risolse il contratto con la Società sportiva Val But, gestrice dell’impianto. “La chiusura non è definitiva, ma momentanea, ho dovuto adottarla per porre fine ad una situazione diventata insostenibile, poiché quel bocciodromo si stava trasformando in un ring, quindi adatto per altri tipi di sport. Baruffe, diatribe, beghe, querele. Costretto ogni sabato pomeriggio a mandare due vigili urbani a mantenere l’ordine. In un paio di volte ho dovuto anche chiedere aiuto ai carabinieri, per evitare che si mettessero le mani addosso. Mi sono deciso a chiudere tutto. Ma l’impianto non è stato abbandonato a se stesso. L’impianto, con una delibera di giunta, è stato assegnato momentaneamente alla società dilettantistica Carnia Special Team, composta da ragazzi disabili. Ho ricevuto recentemente una lettera di ringraziamento da parte del presidente della società, dottor Euro Marchetti, il quale poi a voce mi ha ribadito che questi ragazzi e i loro genitori hanno provveduto alla pulizia di quell’ambiente, che hanno trovato in condizioni igeniche a dir poco deprecabili. A voce il dottor Marchetti mi ha detto: ‘ i vin puartat fur cragne par un meis. Approfitto per fare un plauso a questa associazione”
Quindi Zearo spera che il recente decesso di due componenti (Sic), di una delle due società di cui sopra, possa favorire la riappacificazione: “Purtroppo ci sono stati un paio di lutti che hanno toccato la società Val But: il presidente è deceduto e anche un consigliere. Quindi ho pensato che forse le acque si calmeranno e si riuscirà a trovare un modus vivendi tra le due società”.
Il sindaco ha detto di essersi incontrato lo scorso 7 aprile con il vice presidente regionale della federazione bocce, e il 15 aprile ha convocato in municipio sia i rappresentanti della Val But, che della Carnia Bocce, “per una ventina di minuti ho lasciato che si lanciassero reciproche accuse, che si sfogassero, poi li ho invitati a mettere una pietra sopra su quanto successo in passato, a darsi la mano, comportarsi da veri sportivi e che se troviamo un modus vivendi per una gestione unitaria di quell’impianto, nulla ostava da parte dell’amministrazione comunale a ridare la possibilità anche ai soci di queste due società di riprendere la loro attività”. Zearo si è detto in attesa di conoscere l’esito dell’assemblea dei soci della Val But per l’elezione del nuovo presidente e del consiglio direttivo e il seguente incontro con la Carnia Bocce. “Mi auguro che il buon senso prevalga, e nulla osta a ridargli le chiavi. Se continueranno a mettersi le mani addosso, a baruffare, a spaccare i vetri, a segnarsi con le chiavi le macchine in sosta di fuori, finché sarò sindaco io quella gente lì va a giocare a bocce, se esistono ancora dei campi, dietro a qualche osteria”.
Nonino aveva fatto riferimento alla revoca (da parte della precedente amministrazione comunale) della gestione del bocciodromo all’associazione “Val But”, per “gravi inadempienze”. Questo dopo che l’esito del “bando a suo tempo emesso dall’Amministrazione” al quale “avevano concorso due società” aveva individuato “nell’Associazione Sportiva Bocciofila Dilettantistica Bocciofila “Val But” la vincitrice per l’affidamento della gestione del bocciodromo”.
“Visto che – chiedeva l’interrogazione – da svariati mesi la nuova Amministrazione non ha ritenuto di emettere un nuovo bando”, e “considerato che, come da statuto comunale agli articoli 1, 9 e 11, compiti dell’Amministrazione Comunale sono il gestire i beni immobiliari di proprietà e favorire la diffusione dell’attività sportiva in particolar modo rivolta verso i giovani e gli anziani”, Nonino chiede “perché questa amministrazione non ottempera ai doveri specificati sopra e presenti nello statuto comunale. Perché non tiene in debita considerazione che cittadini di questo Comune, e non solo, non sono messi nella condizione di usufruire di una struttura pubblica costruita appositamente per loro”.
Video:
Dario Zearo sui motivi della chiusura del bocciodromo:
Stefano Nonino replica alla risposta di Zearo:

Non c’è dubbio Francesco: il tuo blog si infiamma e tocca il picco di “web-tel” quando riporti i resoconti del consiglio comunale.
Come al bocciodromo anche nell’emiciclo si assiste a incontri di pugilato : non mancano i jab, i chopper, i ganci, i montanti.
Sono rappresentati tutti gli stili: Out-Fighter (l’opposizione, più per l’Out che per il Fighter), lo Slugger (qualcuno di Maggioranza che però fa l’opposizione, ma ha dei dubbi di coscienza, e chi non li avrebbe visto che non sa da che parte stare), gli In-Fighter (la Maggioranza, ma di quelli nostalgici dell’era pre-Fiuggi), i Puncher (i componenti della Giunta, mettono KO tutti, soprattutto i cittadini)…..
Che spettacolo!!!
Spero che per rimettere le cose a posto non sia auspicabile l’estremo come accaduto per le bocciofile (“Quindi Zearo spera che il recente decesso di due componenti , di una delle due società di cui sopra, possa favorire la riappacificazione: “Purtroppo ci sono stati un paio di lutti che hanno toccato la società Val But: il presidente è deceduto e anche un consigliere. Quindi ho pensato che forse le acque si calmeranno e si riuscirà a trovare un modus vivendi tra le due società” però che fine stratega è il sindaco), ma qualche knoc-out politico potrà essere utile, prima di portare Tolmezzo al “Punch drunk” politico e amministrativo.