Continua il nostro viaggio nella coltivazione dei peperoncini carnici alla Comunità Piergiorgio di Caneva: il travaso
Mentre fuori la primavera sta finendo di sgomitare con l’inverno per guadagnarsi totalmente la scena, dietro le ampie vetrate del corridoi della Comunità Piergiorgio ONLUS Centro Don Onelio a Caneva di Tolmezzo, le migliaia di piantine di peperoncino hanno trovato una sede più comoda. Siamo qui per testimoniare la seconda fase della coltivazione del peperoncino che, dopo l’esperimento dello scorso anno, rafforza il concetto di unione tra i vantaggi di un’innovativa terapia occupazionale con la qualità di un prodotto che sta conquistando estimatori in Carnia.
Oggi siamo alla fase del travaso: le piantine – sono 10.000 circa sulle 12.00 seminate – che avevamo lasciato al momento in cui fecero capolino, sono ora state spostate in vasetti singoli, di 10 centimetri di diametro, dimensione che consentirà poi il perfetto impianto nel campo all’aperto, visto che è la misura esatta delle buche che verranno scavate.
Come si può vedere nel video qui sotto, ciascuna pianta viene prelevata singolarmente dalla vaschetta dove era stata seminata e quindi è messa nel vasetto, riempito poi di terra fino al livello delle prime due foglie, dette “false”, che sono gli ex primi germogli e che segnano il livello sotto il quale la pianta è radicabile.
Si tratta della prima volta che le piantine stanno da sole. In precedenza, a rotazione, le piantine avevano passato un breve periodo (4/5 giorni) sotto una lampada: stratagemma utilizzato per evitare che la pianta vada “a filare”, ovvero per scongiurarne l’allungamento e la dispersione, agevolando invece l’irrobustimento. L’acqua? da versare in vaso una volta al giorno.
Il prossimo passaggio sarà l’impianto all’aperto, che avverrà da metà maggio. Ciò sarà possibile quando le radici avranno riempito completamente il vasetto. A questo scopo il campo è stato ricoperto di letame, che nello specifico è “a km 0”, visto che si tratta di quello prodotto dagli asini ospiti della struttura. Assieme al letame – che cede azoto – è stata messa anche la cenere, che cede potassio. Per prevenire parassiti come acari, ragnetti rossi e cocciniglie viene somministrata una miscela di insetticida naturale contenente piretro.
IL VIDEO DEL TRAVASO:
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