Accolta la proposta della minoranza. Dovrà studiare vie per contrastare la disoccupazione. Affondo di De Prato su alcuni terzisti dell’Automotive Lighting: “Non hanno saputo diversificare”. No alla commissione sui problemi della famiglia chiesta dall’UDC
Il Consiglio comunale di Tolmezzo avrà un gruppo di lavoro dedicato ai temi dell’occupazione. Lo ha deliberato il parlamento tolmezzino lo scorso venerdì 2 ottobre, accogliendo la proposta della minoranza, d’istituire una “Commissione temporanea consiliare per il monitoraggio e l’individuazione di percorsi a sostegno dei lavoratori coinvolti nelle situazioni di crisi aziendali”. Ne faranno parte consiglieri di maggioranza e di opposizione e l’assessore competente; sarà aperta a tecnici, imprenditori e sindacati. La composizione e il funzionamento sarà deciso lunedì 5 ottobre alle 18 dalla conferenza dei capigruppo. Lo scopo, secondo quanto esposto dal relatore Mauro Saro (Nuova Tolmezzo), è di: “Monitorare la situazione, per non farsi prendere alla sprovvista, anche perché gli ammortizzatori sociali sono palliativi che non risolvono il problema. Per riportare in opera la capacità di spesa dei cittadini, è indispensabile che la gente lavori. Le difficoltà occupazionali avranno un’accelerata. La disoccupazione ha toccato quota 1 milione in un anno. In regione sono 50.000 le persone coinvolte dalla crisi del lavoro. Quando la crisi finirà, ci vorranno come minimo cinque anni per riconquistare le posizioni che avevamo nel 2007”. L’osservatorio, nell’intento dei proponenti, sarà quindi di “Intraprendere iniziative e creare tutte le occasioni possibili per contrastare la disoccupazione. Ciò anche attraverso la creazione di un polo formativo e l’adozione di contratti di solidarietà”. Su quest’ultimo punto ha risposto l’assessore al lavoro Renzo De Prato: “I contratti di solidarietà li stipulano aziende e sindacati, non il comune”. In precedenza, era intervenuto il sindaco Dario Zearo: “Tutti ci auguriamo che gli economisti dell’Ocse abbiano sbagliato. La scorsa settimana abbiamo appreso sulla stampa che i disoccupati per il 2010 nei paesi dell’Ocse saranno 57 milioni, dei quali 1.100.000 in Italia. La crisi è meno marcata in Friuli Venezia Giulia rispetto al resto d’Italia e in Carnia rispetto alle altre zone della nostra regione”.
Non è passata invece la proposta dell’UDC, che per voce del capogruppo Mauro Biscosi aveva chiesto che alla commissione sul lavoro se ne affiancasse una sulla famiglia, “Che ci sia una crisi è vero, non possiamo metterci due fettine di salame sugli occhi. Ma non mi limiterei esclusivamente al lavoro, e allargherei il discorso ai problemi della crisi che ricadono sulle famiglie”. Idea che ha ottenuto poche aperture: “Sono scettica, non vedo la necessità di integrare la commissione sul lavoro con quella sulla famiglia”, Cristiana Gallizia, vicesindaco; “I problemi del lavoro sono difficili da scindere con quelli derivati alle famiglie, creare due commissioni distinte farebbe perdere l’unità. Meglio un solo organo, che valuti e orienti gli interventi anche sulle famiglie”, Venanzio Manfreda, PD; “Ho perplessità a mettere troppa carne al fuoco”, Aurelia Bubisutti, assessore alla cultura e attività economiche; “Abbiamo già un ufficio per l’assistenza con tre dipendenti e un assessore che si occupa delle problematiche della famiglia, con questo non voglio dire che non ci siano problemi”, Dario Zearo, sindaco; “Chiedo però che nella commissione sul lavoro ci sia anche l’assessore per le politiche familiari”, Mario Cuder, assessore alle problematiche della famiglia.
Il dibattito ha subìto un’impennata con le considerazioni dell’assessore al lavoro Renzo De Prato, che ha dato la sensazione di volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe ingaggiando un “duello” a distanza con Mauro Saro, suo ex direttore in Cartiera: “Il tono dell’intervento (Di Saro, ndr) è condivisibile, ma quando si va sui giornali a parlare di questo argomento c’è qualche centinaio di persone che ha perso il lavoro che si illude e che legge che il comune avrebbe perso dei bandi sul lavoro. Non è così. I bandi in scadenza il 2 e 14 settembre scorsi il comune non li ha attivati, perché passano attraverso la Comunità montana, che ci ha chiesto di fare da capofila; ai bandi provinciali per i cataloghisti abbiamo aderito con due nomi e quelli del fondo sociale europeo sono destinati ad altri enti”. De Prato è poi entrato nel merito della crisi dei terzisti dell’Automotive Lighting: “I terzisti della ex-Seima è vero che sono quelli che rischiano di più, ma un appunto lo voglio fare: su 25 aziende di questo tipo, solo sei hanno cercato di diversificare il mercato, per non dipendere da un cliente unico. Mi chiedo: all’interno delle rappresentanze sindacali qualcuno ha fatto pressioni perché diversificassero? Queste aziende si fanno poi guerra sui prezzi al centesimo per portarsi via il lavoro. E infine, sull’Automotive Lighting: riguardo al contrasto con i lavoratori che arrivano da Pomigliano d’Arco con oltre duemila euro d’incentivo, qualcuno ha firmato questi accordi, no?”. Infine ha inteso replicare ad alcuni interventi effettuati dall’opposizione sulla stampa: “All’Italia dei valori che ha lamentato il fatto che all’Automotive Lighting i nuovi assunti sono obbligati a fare straordinari dico che lì c’è un sindacato che sta gestendo la situazione, ma non penso siano obbligati. Sul settore cartario dell’Alto Friuli rispondo al consigliere Mazzolini che mi viene a dire che la cartiera ha un futuro incerto, che la cartiera negli ultimi quindici anni ha perso occasioni importanti e dei mille miliardi che la Burgo destinava ai diversi stabilimenti, quello di Tolmezzo ha saputo portare a casa solo le briciole. La cartiera si è autoconsumata e ora mi domando se valesse davvero la pena chiedere e ottenere 14 milioni di euro pubblici”. Al contenuto dell’intervento dell’assessore del PDL si è agganciato Stefano Nonino (Sinistra per Tolmezzo): “Esordisco con una battuta: dopo quello che ha detto De Prato, di imprenditori che non riescono a vedere oltre il proprio naso, potevo metterlo in lista con me!”, quindi è entrato nello specifico: “Capisco che i problemi interni all’azienda dovrebbero occupare di più i sindacati e non il comune, ma so anche che avere cento o duecento famiglie che hanno problemi deve diventare un problema del comune. È vero, come dice il sindaco che da noi siamo toccati di meno, ma è anche vero che gli effetti delle crisi da noi arrivano differiti, sempre dopo. Appoggio un po’ il discorso di Biscosi ed è importante che si parli di lavoro e famiglia. Riguardo alla mia presa di posizione sulla stampa, sostenevo che lo stesso sforzo che si mette in un evento come la festa della mela, ci si aspetta venga indirizzato ed equilibrato sul problema del lavoro. Il nostro non è un attacco, ma uno stimolo rispetto a chi ha una responsabilità”. Fasolino ha quindi spinto per varare in tempi brevissimi la commissione, suggerendo di delegare i capigruppo a tale scopo, mentre Saro ha chiesto come mai l’assessore non avesse già predisposto una bozza di commissione. Immediata la risposta di Zearo: “Se avesse fatto così, non sarebbe servito questo dibattito. Sono d’accordo con la proposta di Fasolino di delega ai capigruppo, non possiamo aspettare il prossimo consiglio”. Infine Saro si è lamentato di una supposta scarsa apertura della maggioranza e ha aggiunto “Non confondiamo fra occupazione e organici di fabbrica: Questi li fa l’azienda in accordo con i sindacati”. Aurelia Bubisutti: “Dall’intervento che ha fatto,mi sembra che Saro sia stato da un’altra parte! Anche Nonino ha parlato di apertura della maggioranza, il suo intervento è stato totalmente fuori luogo”.
Francesco Brollo

Per dovere di cronaca l’idea dell’osservatorio sul lavoro (e sulla famiglia) sono le proposte che l’UDC ha fatto nelle settimane precedenti al consiglio comunale per trovare una soluzione tra posizioni diaetralmente opposte. Il sottoscritto e Iob hanno lanciato questa idea, verso la quale viera un iniziale scetticismo, già il 31 agosto nella riunione di maggioranza e successivamente nelle altre riunioni preparatorie al consiglio. In tutte queste occasioni non si è mai obbiettato, da parte di alcuno, sull’utilità dellìosservatorio sulle problematiche famigliari, anche perchè le dinamiche di risposta ai problemi sulla famiglia possono essere certamente più rapide di quelle sul lavoro.
Io stesso, successivamente, nella riunione dei capigruppo (di maggioranza e opposizione, e quindi con il consigliere Saro presente) del 21 settembre ho esposto l’idea dell’UDC sugli osservatori al fine di trovare una mediazione costruttiva per i lavoratori e le famiglie di Tolmezzo.
Siamo stati contenti di vedere che da una parte e dell’altra si è preferita questa soluzione ragionevole piuttosto che la politica del muro contro muro, così come si preannunciava; lo siamo stati un pò di meno (contenti) per aver scoperto in consiglio che la questione famiglia è meno sentita: ne prendiamo, serenamente, atto anche se credo che già da domani sera potrebbero esserci novità in tal senso.
Mauro
credo che il problema non sia tanto politico, quanto anti-politico, di cecità politica, se vogliamo. non si può e non si vuole affrontare in maniera organica e complessa una tematica che lega a se molti altri problemi. disoccupazione, famiglia, diritto allo studio, soprattutto in montagna dove fra qualche anno toccheremo con mano i disastri dell’ultima riforma, e chi più ne ha più ne metta. viva la moda delle commissioni, che spesso studiano e approfondiscono, ma settorialmente, e quindi non raggiunge poi gli obiettivi generali.
Dopo due giorni di attesa, devo scrivere qualcosa. Avete letto il “magnifico” intervento dell’assessore Pascolo sulla presenza dei “tanti” mendicanti nelle vie, piazze e bar di Tolmezzo. Credo che il segretario della Lega Nord della nostra città produca ciò che può. Quello che mi fa specie è il mancato intervento di cattolici e laici sulla boutade del nostro amministratore. E’ possibile che la nostra città abbia perso la cultura dell’accoglienza e si sia fatto strada, con la scusa della sicurezza, l’egoismo delle posizioni economiche a volte neanche conquistate. Ho sentito gridare, in un bar, ad un mendicante che era ora di finirla, di andare a lavorare, di non disturbare chi per qualche minuto si era fermato per bersi un bicchiere in santa pace. Quel signore era un imprenditore con doppio SUV in garage, una villa da 200 mq che dichiarava 20000 euro l’anno. Io se devo scegliere sto dalla parte di chi, anche a volte furbescamente, guadagna 50 euro al giorno chiedendo la carità e che gli si dice di no non insistono, piuttosto di un mio compatriota che da anni ruba, attraverso l’evasione fiscale, a tutti gli altri cittadini. Mi piace ricordare la canzone-poesia di DeAndrè il Pescatore quando dice ” Verso il vino e spezzo il pane per chi aveva sete e fame” senza chiedersi chi fosse quello straniero. Io sto col pescatore e mi piacerebbe sapere, attraverso il tuo blog chi la pensa come me.
anch’io la penso così. solo che colpi come quello dello scudo fiscale, vergognoso e criminale, o le uscite leghiste sulle ronde, e la chiesa silente, beh, mi fanno pensare che siamo tutti sull’ orlo di un burrone. onestamente io darei la spintina finale.
Sconcertanti e vergognose le uscite di esponenti di questa maggioranza comunale.
Un pogrom che sta incendiando l’Italia. Brucia le baracche dei rom, insulta lo straniero al bar e corrode la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un rogo razzista.
Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non capiterà mai. Siete cittadini d’Europa, voi. Siete gente che lavora, che paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no. Nella roulette russa della guerra sociale c’è chi affonda e chi resta a galla. Il lavoro non c’è, e se c’è è precario, pericoloso, malpagato. Il mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure. Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi, di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la guerra sociale.
Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli.
Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di indignazione, capace di rivolta.
Provate ad immaginare un futuro come questo presente, da incubo. Un’offensiva razzista senza precedenti che trova pericolosi consensi anche in quegli strati popolari che avrebbero mille motivi per rivoltarsi contro ben altri soggetti e, cioè, contro i poteri forti e i suoi costanti soprusi sulle classi subalterne.
Morti sul lavoro, salari da fame, precarietà diffusa e disoccupazione, problema casa, distruzione dei servizi sociali, problematiche sociali diffuse il cui responsabile ha un nome e cognome ben chiaro: il sistema capitalista, che continua a produrre super-profitti da una parte, guerre, sfruttamento e miseria dall’altra.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strada libera per la crescita di un nuovo fascismo, istituzionale, squadrista e addirittura popolare.
Provate ad immaginare.
Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi “dove eravate mentre bruciavano le case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?” Non dite che non sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c’entrate.
Chi non ferma la barbarie ne è complice.
(Fonte internet)
Si invita l’Assessore De Prato a rileggere l’articolo uscito sul Messaggero Veneto in data 8 settembre 2009, in cui il Circolo dell’Italia dei Valori di Tolmezzo, primo partito che si è interessato al caso dell’ex Seima, voleva dare un quadro specifico di quello che sta accadendo in Carnia.
Il sabato straordianrio, quasi imposto dall’azienda, era solo una virgola dell’articolo, sarebbe stato meglio se avesse risposto sugli effettivi problemi sollevati in tale articolo.
E a quanto pare anche i suoi colleghi della maggiornaza si stanno impegnando molto sul reperimento dei dati riguardanti l’azienda, vedi gli articoli usciti in data 5 ottobre sui quotidiani locali dell’Assessore della Lega Nord, stranamente preoccupato per una situazione che è stata denuciata pubblicamente in consiglio comunale il giorno 23 luglio e che in tale sede nessuno della maggioranza ha espresso preoccupazione, tanto meno chi ora sembra cavalchi un cavallo che potrebbe portare un ampio bacino di voti, mettendo i titoloni sul giornale.
Ricordiamo che la Lega e il PDL sono al potere, sia in Provincia che in Regione e a livello nazionale, quindi si potrebbe richiedere a chi ora denuncia questi accadimenti che ci si preoccupi in ogni sede prima citata ad attuare degli interventi non palliativi per risolvere, o per lo meno lenire e limitare, la vera crisi che sta spaccando il territorio carnico. Sarebbe anche il caso di dare ascolto ed attuare i programmi dell’opposizione, visto che almeno l’opposizione i programmi li ha!!
Ricordiamo anche che nel programma delle elezioni, arrivato nella casella postale di tutti i cittadini di Tolmezzo, l’attuale maggiornaza comunale vantava un canale diretto con la Regione poichè dello stesso colore politico, quindi è ora che questo canale sia attuato prima che sia troppo tardi!
CIRCOLO IDV DI TOLMEZZO
Interessarsi ad un problema non significa per forza uscire sui giornali o gridare in consiglio comunale, il caso Automotive lighting lo sto seguendo da parecchio tempo e gli addetti ai lavori ne sono a conoscenza. Già quando sono arrivate le prime avvisaglie di eventuali delocalizzazioni il sottoscritto si è interessato del problema ma senza uscire sui giornali; eravamo già in campagna elettorale e potevo sfruttare la cosa a mio vantaggio ma che ho ritenuto non fare per una questione di rispetto nei confronto dei lavoratori.
Per dovere di cronaca di seguito l’articolo apparso il 27 marzo 2009 in seguito al mio interessamento.
Saluti.
Ivan Pascolo
Messaggero Veneto — 27 marzo 2009 pagina 16 sezione: UDINE
TOLMEZZO. Rientra lo sciopero in Automotive Lighting a Tolmezzo: ieri pomeriggio la proprietà ha comunicato la disponibilità a un incontro con le Rsu aziendali, i segretari dell’Alto Friuli di Fiom Cgil, Giampaolo Roccasalva, di Fim Cisl, Ivano Monguzzi e di Uilm Uil, Luigi Oddo. All’incontro, fissato per il 2 aprile, saranno presenti, come richiesto, non solo la dirigenza dello stabilimento tolmezzino, ma anche rappresentanti del Gruppo. A renderlo noto è il segretario Cisl Ivano Monguzzi che spiega: «siamo lieti di questa apertura, la sensibilità dimostrata è importante. Perciò annulliamo le iniziative di agitazione previste e ora attendiamo di confrontarci sulle richieste avanzate». Intanto ieri si è tenuto un incontro tra l’amministratore delegato dell’Automotive Lighting Rear Lamps Italia, Ermanno Ferrari, l’esponente delle risorse umane dell’azienda Riccardo Righi, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini e gli assessori Franco Mattiussi e Daniele Macorig. L’ad Ferrari ha rassicurato Fontanini in riferimento alle notizie apparse sulla stampa relative a una possibile riduzione degli addetti nello stabilimento che produce fanali per il mercato dell’auto e che annovera tra i suoi maggiori clienti Audi, Bmw, Ferrari, Maserati, Gruppo Fiat, Volkswagen ed altri. «Lo stabilimento dell’Automotive Lighting di Tolmezzo – ha detto Ferrari – è strategico per il gruppo. La crisi c’è e viene gestita seguitando a puntare su prodotti ad elevato contenuto tecnologico. Per questo Tolmezzo continua a essere ritenuto strategico quale punto di ricerca e innovazione». Per Fontanini l’incontro di ieri «è stata l’occasione per fare il punto su una delle aziende strategiche non solo per Tolmezzo ma per tutta la montagna friulana. È positivo costatare come si tratti di un’azienda che non conosce nel proprio dizionario la parola “delocalizzazione” e, anzi, sia concentrata su Tolmezzo». Certo – spiega l’ad – a fronte di un calo del volume di affari, non vi è, per ora, la certezza di riconfermare tutti i contratti a termine o la possibilità di assicurare alle aziende dell’indotto gli identici volumi di ordinativi. La società è fortemente motivata a superare questa crisi, nessuno può fare previsioni sull’evoluzione del mercato, ma comunque – assicura – “tengono duro”. «Quanto ai contratti a termine – ha precisato l’ad – pur affrontando delle riduzioni, manteniamo un atteggiamento costruttivo verso di essi, in quanto risorse che reputiamo importanti per il nostro futuro. A Tolmezzo – assicura – ci sono tutte le condizioni per fare il nostro lavoro» e molta attenzione in questo momento è rivolta all’aspetto della ricerca. Tanja Ariis
Si può, però, sempre scrivere e gridare contro gli operai di Pomigliano. Gettando fumo negli occhi alla gente, il tutto per non toccare gli interessi delle aziende che hanno interesse a mantenere alta la tensione sulla crisi e poter fare il bello e il cattivo tempo sui tavoli di concertazione governativi nazionali e locali. Si parla dei 3000 euro presi da questi operai ma non si dice chi li paga così profumatamente, chi sta dislocando lavoro dei terzisti in provincia di Pordenone, chi continua a chiedere straordinari senza fare assunzioni. La guerra fra poveri paga gli sforzi politici della Lega, che spera che la gente non si svegli per poter contare sulla scacchiere della politica sociale del centro destra. Bisognerebbe cominciare a svelare questi trucchetti, ponendo questioni che sviluppino la coscienza e la conoscenza della gente, trovando così l’antidoto al male italiano di questi tempi: la politica fatta per i propri interessi non per gli interessi della gente.
Probabilmente avrebbe dovuto “sfruttare” il caso in propaganda elettorale, magari qualcosa si sarebbe risolto! Come anche Lei può notare, di tutto quello che è stato promesso al vostro Fontanini, poco si è mantenuto.
È vero che non c’è sentore di delocalizzazione dell’azienda, ma i terzisti della Carnia sono in crisi, la maggior parte dei contratti a termine non sono stati confermati e il personale è chiamato da altre zone! Cosa è stato mantenuto allora? Lei, considerato che segue il caso da tempo, dovrebbe saperlo. E come mai a livello provinciale e regionale nessuno se ne occupa?
Noi auspichiamo che Lei, dato che ha preso in considerazione il caso, si impegni a dare seguito alle proposte dei sindacati di fare un tavolo allargato per intervenire nel modo corretto sulla situazione e che si ascoltino tutte le proposte presentate, perché collaborare con l’opposizione e tutti i sindacati non sarebbe un segno di debolezza, ma, anzi, di intelligenza considerando la gravità della situazione.
CIRCOLO ITALIA DEI VALORI DI TOLMEZZO
Non vorrei disilludere chi si aspetta una discussione politica seria sul tema delle crisi del lavoro, ma devo rendicontare di un incontro dei capigruppo che dovevano dare un profilo preciso a questo “organismo” che avrebbe dovuto affrontare temi delicati come quelli legati alla crisi dell’occupazione a Tolmezzo e d’intorni. L’opposizione si è presentata con un documento, emendabile, per incominciare ad indirizzare i lavori al fine di trovare rapida e proficua soluzione. C’era Saro, io, Nonnino e per la maggioranza l’assessore Bubisutti, Biscosi, Ioannone e Rinoldo. Si è incominciato subito male perchè parte della maggioranza si è impuntata sul nome cioè Osservatorio invece di Commissione Comunale. Noi non ci siamo impuntati perchè l’importante era riuscire ad avviare un organismo, non di sola conoscenza, ma operativo che avrebbe mandato le sue conclusioni al Sindaco stesso perchè ne rendesse edotta la Giunta e, nel caso, prendere le decisioni suggerite dall’Osservatorio. Poi ci siamo fermati sul numero dei componenti. Abbiamo specificato che, oltre al Sindaco, dovevano farne parte l’Assessore di riferimento e due consiglieri di maggioranza e due di minoranza e per garantire la maggioranza stessa si era convenuto che si poteva dare delega ad Assessori o Consiglieri in modo che i numeri rispettassero quelli del Consiglio. ci siamo dati il termine di Giovedì per presentare i nomi e ci siamo congedati. Noi tre capigruppo dell’opposizione abbiamo raggiunto, immediatamente, l’accordo sui nomi, nonostante ci siano competenze superiori a due all’interno della minoranza, l’importante era riunirsi prima per informazione e per avere linee comuni. Mentre eravamo ancora all’ingresso della porta del Comune è sopraggiunta l’assessore Bubisutti e ci ha detto che i partecipanti dovevano essere due della maggioranza ed uno nostro, che nel merito si trattava di un osservatorio, cioè abbiamo scherzato quando abbiamo votato a favore della commissione o forse ci va bene avere un osservatorio che guardi la situazione, non risolva niente, ma faccia far bella figura all’assessore di turno. Abbiamo risposto che così non ci stiamo e se vogliono affrontare il tema crisi del lavoro con solo le loro intelligenze, facciano pure, noi faremo opposizione dura e massima attenzione al fine di poter aiutare i lavoratori che perdono il lavoro, non con chiacchere, ma con fatti.
Caro Adriano se vuoi informare davvero i cittadini è bene che i tuoi alleati e compagni di partito ti rendano edotto di quanto concordato con la maggioranza. TI FAREBBERO EVITARE QUALCHE “IMPRECISIONE”!
Ore 18:30 di giovedì 24 settembre 2009, sala antistante ufficio del Sindaco. Presenti Plazzotta, SARO, Biscosi: a fronte della proposta della maggiranza in sede di conferenza dei capigruppo da me fatta (alla quale hai partecipato anche tu) tenutasi il 28 settembre alle ore 18 in sala giunta (presenti anche Saro e Nonino) – proposta che prevedeva un OSSERVATORIO composto da 1 assessore di riferimento, 2 consiglieri di maggioranza, 1 consigliere di minoranza e 1 tecnico esterno scelto dall’assessore – i su citati PLAZZOTTA e SARO davano l’OK all’accordo.
Poichè il 24 non si è discusso della cosa per la sospensione notturna, il dibattito è stato rimandato al consiglio successivo. Il consigliere Saro, prima di entrare in aula consigliare (giorno 2 ottobre), ha chiesto al sottoscritto se fosse cambiato qualcosa e se l’accordo era confermato: gli ho detto che nulla era cambiato.
Poichè sembra che come opposizione non abbiate alcun interesse a collaborare seriamente, dimostrando scarsa dimestichezza politica, ho paura (ma spero di sbagliarmi) che non si farà nè l’osservatorio nè la commissione nè alcun organismo in tal senso, e di questo ve ne assumerete completamente la responsabilità politica.
“A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca!”: forse all’opposizione non nteressava realmente creare qualcosa di utile, ma solo ingessare l’operato della giunta. E lo ha fatto nella maniera peggiore: sfruttando le difficoltà dei lavoratori!
Mauro B.
P.S. come si fa a proporre la costituzione di commissioni e poi non essere presenti in aula?
La carta si fa scrivere ma anche i blog, e spesso si scrive quello che si vuole. Ma un fatto è certo. Lunedì 5 ci siamo presentati (la minoranza) alla conferenza dei capigruppo (organo che doveva decidere le modalità e la composizione dell’osservatorio) con una proposta. Dopo 45 minuti di discussione sembrava che la cosa fosse fatta: assessore di riferimento, 2 consiglieri di maggioranza, 2 di minoranza e soggetti esterni (chiamati in numero e per competenze a seconda del problema in discussione). Per mantenere le proporzionalità in consiglio e renderlo leggero, ma non troppo, efficiente ed efficace si era arrivati a ipotizzare quella conformazione con possibilità di delega per i componenti. Verbalizzazioni delle riunione come documentazione per il sindaco che a sua volta avrebbe dovuto portare le proposte agli organi competenti per i possibili adempimenti. MA 10 MINUTI DOPO, QUANDO IO, SARO E RAINIS STAVAMO DISCUTENDO SU UNA POSSIBILE TURNAZIONE TRA I CONSIGLIERI DI MINORANZA, SI RIPRESENTA FUORI DALLA SEDE COMUNALE LA BUBISUTTI DICENDO CHE TUTTO E’ DA RIFARE: OSSERVATORIO DA 3 COMPONENTI ASSESSORE DI RIFERIMENTO , UN CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA, UNO DI MINORANZA, POSSIBILE PRESENZA DELL’ASSESSORE PER LE PROBLEMATICHE DELLA FAMIGLIA …. Abbiamo risposto che non abbiamo voglia di giocare, che ci facciano una proposta e se la cosa è seria la prenderemo in considerazione. Chi non vuole fare l’osservatorio? Chi fa scelte solo di facciata? Me lo spieghi adesso Mauro!
Forse facciamo finta di non capire.
C’era già un accordo tra maggioranza e opposizione su come doveva essere strutturato.
Il candidato Sindaco Saro lo ha accettato. Se poi lo stesso si presenta in conferenza di capigruppo insieme a voi senza dirvi nulla è un problema vostro, non nostro.
L’accordo era chiaro ed è quello che ho detto prima.
Lunedì 5 ottobre nella riunione a cui tu ti riferisci vi è stato detto che, a fronte di una nuova vostra proposta, comunque una decisione l’avremmo presa non prima di giovedì perchè avremmo dovuto sentire anche gli altri componenti della maggioranza, comunicando contestualmente i nomi della maggioranza in caso di accettazione della nuova proposta.
La tua correttezza, Stefano, non è in discussione; è il tentativo di giocare con le tre carte di qualche altro che dà fastidio!
Forse non capisco o forse non voglio capire, ma quali sono le differenze fra la proposta della maggioranza e quella della minoranza: un consigliere in più per la minoranza, il tecnico che non è unico ma possono essere diversi con competenze specifiche. Mi sembra che le proposte fatte fossero migliorative e in più per un organo che non è operativo ma propositivo. Ho l’impressione che ci stiamo arrampicando sugli specchi, in un momento in cui ci vogliono fatti e non parole. Mi pare che ne convieni anche tu!
Stefano
Ti ringrazio per avermi coinvolto in maniera di spiegare la mia assenza. Avevo semplicemente un appuntamento con un aereo che non mi avrebbe aspettato. Certo che un Consiglio alle 15 non lo avevo mai visto, quindi anche coloro che hanno un lavoro possono essere in difficoltà. Chi riesce a risolvere, chi non può fare altrettanto. Comunque era la prima mezza assenza in quasi 6 anni e terrò presente per ricordartelo se dovesse capitare a te. Non abbiamo le stesse idee, ma devo riconoscerti una passione politica positiva. Che ci sia un accordo fra i capigruppo questo da l’indirizzo alla discussione, ma non è un dettato immodoficabile o non emendabile. Il nostro scopo era e rimane quello di dar vita ad un organismo non pletorico che abbia la possibilità di sfruttare le capacità e le conoscenze di quei consiglieri più informati sull’argomento. Ti assicuro che all’interno dell’opposizione ci sono, minimo, 4 persone all’altezza. Le garanzie di maggioranza ve le avevamo lasciate e a rigettare gli accordi dei capigruppo di lunedì( vedi cosa servono se non hanno un pò di potere) non siamo stati noi. Se l’assessore si ritiene in grado di procedere da solo, anche senza il tuo aiuto, vuol dire che ci limiteremo al nostro compito istituzionale di controllori, pubblicizzando tutte le scelte fatte ed i risultati ottenuti.
L’osservatorio sull’occupazione funzionerà in rapporto ai poteri che noi gli daremo, non perchè si chiamerà in un modo o in un altro, ma se avrà diretto ascolto da parte di Sindaco, Assessore e Giunta.